Marocco: 1º giorno a Marrakech

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Come vi avevo già accennato nell’articolo precedente, comincerò a raccontarvi del mio viaggio in Marocco durato ben 10 giorni. Accomodatevi nel mio salotto e buona lettura!

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Arriviamo all’aeroporto di Menara il 14 novembre verso le 16:30 circa. Ad attenderci il simpatico autista del transfert prenotato al nostro riad. Durante il percorso, che dura una ventina di minuti, comincia a raccontarci della città, della vita a Marrakech e di alcune curiosità delle strade che percorriamo con lui in macchina. Fermata l’auto, insieme, ci incamminiamo in una stretta e cinematografica stradina fino al nostro riad. L’ospitalità qui è di casa (leggi qui).

Preso possesso della stanza, decidiamo di esplorare subito il quartiere e ci dirigiamo, con cartina alla mano, verso la famosa piazza, sì lei, patrimonio immateriale dell’Unesco: Jemaa El Fna.

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Arrivati in piazza ci immergiamo in uno dei souk che si diramano dalla piazza, prendiamo quello in fondo a destra; ricordare i nomi è quasi impossibile. Ci eravamo promessi di camminare il linea retta per non perderci, ma è impossibile. Non temete spesso, in alto, troverete le indicazioni per ritornare alla piazza. Un’esplosione di colori e odori ci avvolge con violenza. C’è di tutto, anche se in fin dei conti tutti vendono più o meno la stessa merce. L’impatto visivo è meraviglioso, ma all’inizio ne resto assai delusa. Mi aspettavo un mercato cittadino come nei racconti di Canetti (Le voci di Marrakech) e invece trovo molta merce da mercatino di scarsa qualità.

Per fortuna questa mia sensazione svanisce dopo un chilometro: i turisti diminuiscono, i colori si spengono e si cominciano a vedere delle botteghe di artigiani locali, negozietti poveri e scoloriti dove le donne velate comprano pane, cotone ed altre mercanzie. Qui si apre un mondo nuovo, la vera Marrakech! Distratti ci allontaniamo troppo e un simpatico ragazzo ci esorta a tornare indietro perché stiamo per uscire dalle mura e lì, a detta sua e noi ci fidiamo, è meglio non arrivare da soli. Questi gesti spontanei, simpatici, gentili ed onesti ci accompagneranno durante tutto il viaggio.

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Ritorniamo in piazza perché voglio assolutamente mangiare seduta sui tavolacci dei furgoni/cucina. Tra i vapori e mani di uomini che ci afferrano per portarci ai loro tavoli è quasi difficile avere il tempo di osservare il cibo e scegliere quello che ci piace di più. Dopo alcuni no, veniamo vinti dalla fame e dalla stanchezza e ci facciamo trascinare al tavolo di Mohamed Ben Ali Safiani (n. 93). Per fortuna mangiamo bene e spendiamo pochi euro. Un consiglio, cercate di non vedere come “lavano” i piatti. Vivete pienamente l’esperienza almeno una volta, non ve ne pentirete.

Dopo cena facciamo due passi nella rue Bab Agnaou, dove ci incuriosiscono delle donne con delle bilance ai piedi, osservandole scopriamo che i locali pagano per pesarsi. Entriamo poi nella Patisserie des Princes, per comprare un dolcetto all’anice e poi ritorniamo al nostro riad per riposarci, domani cominceremo a visitare veramente la città.

Restate sintonizzati per leggere il 2º giorno a Marrakech!

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4 Comments

      1. lamodavaalmercato

        …farò attenzione a non leggere il tuo post poco prima di pranzo…il rischio è mangiare il mouse del pc!

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