La miglior cura per me? L’ecoterapia

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I ritmi di lavoro stressanti e con orari assurdi portano grande stanchezza mentale, oltre che fisica. Ho provato molti rimedi naturali per aumentare le energie, ma nulla mi ritempra di più che trascorrere un fine settimana a contatto con la natura.

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Non so se sapevate che Mind, istituzione britannica specializzata nello studio delle malattie mentali,  ha reso pubblici i risultati di uno studio condotto dall’Università dell’Essex su un gruppo di pazienti affetti da depressione. Il campione è stato suddiviso in due gruppi: il primo è stato invitato a fare una passeggiata in un parco campestre, e il secondo shopping in un centro commerciale. Quale secondo voi il risultato? Del primo gruppo sette pazienti su dieci hanno dichiarato di aver riportato un notevole benefico e nove su dieci ne hanno tratto un aumento dell’autostima. Ma l’altro gruppo lasciato al centro commerciale? Il 50% si sentiva meno rilassato di prima, e l’altra metà aveva visto la propria autostima crollare. Io lo avrei detto senza studio accademico ma se lo dice Mind, sarà pur vero, no?

Torniamo alla mia ecoterapia e quindi al mio fine settimana bucolico. Molte le parole che potrebbero descrivere paesaggi e stati d’animo ma preferisco riassumere il tutto con due poesie del Pascoli. Buona lettura…

Sabato

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NELLA MACCHIA

Errai nell’oblio della valle
tra ciuffi di stipe fiorite,
tra quercie rigonfie di galle;

errai nella macchia più sola,
per dove tra foglie marcite
spuntava l’azzurra vïola;

errai per i botri solinghi:
la cincia vedeva dai pini:
sbuffava i suoi piccoli ringhi
argentini.

Io siedo invisibile e solo
tra monti e foreste: la sera
non freme d’un grido, d’un volo.

Io siedo invisibile e fosco;
ma un cantico di capinera
si leva dal tacito bosco.

E il cantico all’ombre segrete
per dove invisibile io siedo,
con voce di flauto ripete,
Io ti vedo!

Domenica

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IL VECCHIO DEI CAMPI

Al soie, al fuoco, sue novelle ha pronte
il bianco vecchio dalla faccia austera,
che si ricorda, solo ormai, del ponte,
quando non c’era.

Racconta al sole (i buoi fumidi stanno,
fissando immoti la sua lenta fola)
come far sacca si dové, quell’anno,
delle lenzuola.

Racconta al fuoco (sfrigola bel bello
un ciocco d’olmo in tanto che ragiona),
come a far erba uscisse con Rondello
Buovo d’Antona.

Altre foto del mio fine settimana bucolico su INSTAGRAM.

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