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Alentejo questo sconosciuto, prima tappa ELVAS

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Avete mai immaginato una cittadina di campagna, circondata da vigne e rinchiusa in mura, ancora intatte, a forma di fiocco di neve o stella? Mai? Non potete perdervi allora un fine settimana in una delle perle dell’Alentejo, una magnifica regione al sud del Portogallo ancora poco conosciuta in Italia.

Ph:www.city-data.com

Arriviamo ad Elvas, da Porto in 6 ore di macchina, ad 80km/h, a causa del maltempo. Calcolate che da Lisbona, con il meteo favorevole, si impiega meno di 3 ore.  La stanchezza si fa sentire e l’umore non è dei migliori. Chi vi racconta che i viaggi e le partenze sono sempre idilliaci, mente spudoratamente. L’importante è non scoraggiarsi mai.

Parcheggiamo l’auto alle 8 di sera all’entrata dell’Hotel Santa Luzia, la prima pousada del Portogallo inaugurata nel 1942, di cui vi parlerò presto. Veniamo accolti con grande professionalità dal personale alla reception. La nostra stanza è una suite all’ultimo piano. Abbiamo giusto il tempo di rinfrescarci e posare i bagagli, perché giù c’è la cena ad attenderci nel ristorante dell’hotel, il 1942, per degustare la specialità della casa: il bacalhau dorado. Ricetta creata proprio tra queste mura, ma anche di questo preferisco parlarvi con più calma in un articolo dedicato.

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Dopo una notte ristoratrice e una colazione, con quasi tutti prodotti freschi a km zero, alle 10 incontriamo Olga, una simpaticissima portoghese e guida di professione, che ci accompagnerà durante la mattinata alla scoperta di Elvas. Prima tappa il Forte da Graça (visita virtuale).

FORTE DA GRAÇA

Immaginate di essere nel 1763, ora immaginate 6 mila uomini, 4 mila animali e 120 mila monete d’oro. Fate trascorrere 30 anni e riuscirete a vedere il Forte de Nossa Senhora da Graça completato. La nostra simpatica guida Olga ci ha accompagnati al forte dove ha passato la staffetta a Edgar, una delle guide più competenti, preparate e per nulla pedanti che io abbia mai avuto il piacere di conoscere. Ha studiato Storia dell’Arte ma, come ci confida, non aveva mai studiato l’architettura militare. Tutte le informazioni che ci ha trasmesso sono il risultato di ore ed ore di studio, non ancora concluse.

Il forte, patrimonio dell’UNESCO, riapre finalmente le sue porte al pubblico dopo 11 mesi di restauro. Il progetto e la sua costruzione sono un’opera della mente di Friedrich Wilhelm Ernst Von Shaumburg-Lippe, Conte di Lippe, un inglese invitato dal Marchese di Pombal allo scopo di riorganizzare l’esercito portoghese per contrastare le invasioni spagnole, durante la Guerra di Restaurazione (1641-1668). Primo passo fu proprio la costruzione di una fortificazione inclusa nelle Linee di Elvas, finanziata dallo stesso Marchese e dal re D. José I, tassando del 4% tutte le merci che entravano nel porto di Lisbona. Il forte da Graça fu concluso nel 1792 ed inaugurato, con il nome Forte de Lippe, dalla regina D. Maria I.

Edgar ci racconta che il forte fu poi utilizzato come prigione politica durante la guerra civile. Solo dall’estate del 1975, dopo la Rivoluzione dei garofani, il forte apre le sue porte per liberare i prigionieri politici. Non vi nascondo che entrare in quelle minuscole celle e gli spazi riservati all’isolamento mi hanno turbato abbastanza. Era quasi palpabile nell’aria la rabbia, la frustazione e la disperazione dei prigionieri.

Abbandonare la sala della prigione ed uscire in terrazza ci fa bene. Continuiamo la visita delle casette degli ufficiali, della lavanderia e la sala dove le nuove reclute potevano leggere sulle mura inni patriottici. Dopo circa 2 ore di visita salutiamo e ringraziamo Edgar e riprendiamo l’auto per tornare in città.

LA CITTADINA

Conclusa la visita del forte con Olga entiamo in Elvas, varcando una delle porte della città. Parcheggiamo l’auto e cominciamo ad incamminarci tra le strette stradine di casette bianche, tipiche dell’Alentejo.

Arriviamo alla piazza principale, Praça da Républica, dove troviamo anche l’ufficio del turismo di Elvas. Qui, su una deliziosa pavimentazione bicromatica erge l’ex cattedrale, Igreja de Nossa Senhora da Assunção, costruita da Francisco de Arruda. Si nota che l’architetto era un militare e non aveva mai costruito chiese, la sua struttura ci ricorda molto una fortezza. Voi cosa ne dite?

Nel 2014, l’antica cattedrale è stata integrata in un nuovo progetto del Ministero della Difesa in collaborazione con il Turismo del Portogallo. Il progetto prevede una serie di informazioni e percorsi legati al Turismo Militare.

Continuando ad inerpicarci tra le viuzze, Olga ci fa notare alcuni resti delle varie mura della città. Elvas infatti ha 3 complessi murari: le prime di epoca islamica, le seconde di epoca medievale e le attuali del XVII secolo. Sono molto ben evidenziate sulla mappa della città che troverete nell’ufficio del turismo.

IGREJA DAS DOMÍNICAS

Credo di poter affermare che à la vera perla della cittadina. Passiamo quasi indifferenti dinanzi la chiesette, se il custode, un simpatico vecchietto di nome José, non ci avesse chiamato da lontano ed aperto la porta per farci entrare, non l’avremmo mai vista. È una chiesa di pianta ottogonale completamente rivestita di azulejos (le famose piastrelle portoghesi) con una curiosa acquasantiera circolare.

Il convento è stato fondato nel 1528 e la costruzione della chiesa è durata ben 14 anni. Del convento non c’è più traccia, caduto in abbandono nel 1834, quando furono estinti gli ordini religiosi, nel XX secolo si decide di demolirlo per dar spazio ad un cinema, una scuola e varie case, solo la chiesa è resistita.

Dopo tanto camminare, un certo languorino si fa sentire, non avevamo preventivato un pranzo in centro quindi, come sempre, usiamo il nostro istinto per cercare una trattoria per un pranzo veloce. Passiamo davanti vari posticini ma il nostro “radar interiore” non si decide, fino a quando non passiamo davanti la porta del Ristorante “Os Elvenses“. Ancora una volta, il nostro istinto non ci tira brutti scherzi. Lo consigliamo vivamente, mangiamo bene, abbondante ed economico. In 3 persone abbiamo speso 20€ (3 piatti, antipasto di olive, 2 birre, 1 bicchiere di vino, 2 caffè e 3 dolci). Vi consiglio vivamente il baccalà al forno.

Concluso il pranzo, salutiamo Olga e ci diriggiamo verso la famosa Adega Mayor dove ci aspetta l’enologo Tiago Correia per una prova di vini commentata. Siete curiosi? State attenti che ve ne parlerò nei prossimi giorni.

Un ringraziamento speciale va al Dr. Ruben Obadia dell’Agência de Promoção Turística dell’Alentejo, al Dr. João Simões dell’Hotel Santa Luzia di Elvas, a Dr. Tiago Correia dell’Adega Mayor e a Dra. Olga Miguel la nostra accompagnatrice.

GALLERIA FOTOGRAFICA

Continueremo a raccontavi dell’Alentejo e a farvi scoprire i sui segreti e le sue mete quasi sconosciute.

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DOVE DORMIRE A ELVAS

Hotel Santa Luzia

PER MAGGIORI INFORMAZIONI SULLA REGIONE

Agência de Promoção Turística do Alentejo

Turismo do Alentejo
Rua Manuel Batista Reis, N.º 6 – R/C
7570-284 GRÂNDOLA – PORTUGAL
00351 269 498 680
00351 269 498 687
geral@turismodoalentejo.pt
info@turismodoalentejo.pt

#inalentejoconlillyslifestyle

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3 commenti su “Alentejo questo sconosciuto, prima tappa ELVAS

  1. turistipersbaglio
    marzo 19, 2016

    Viaggio delle meraviglie ❤

  2. narrabondo
    marzo 23, 2016

    Fantastico

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