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Si ritorna in Alentejo: Monsaraz, Mourão e Corval

Un trittico interessante per un fine settimana alla scoperta di vini “invisibili” e conservati sott’acqua, di terracotta artigianale e di paesini decorati con poesie. Oggi voglio portarvi alla scoperta di Monsaraz, Mourão e São Pedro do Corval.

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Il viaggio da Lisbona dura appena un paio di ore, durante il quale costeggiamo campi fioriti, ulivi, vigne da poco piantate e il fiume Guadiana. La nostra base per questo fine settimana sarà nei pressi di Corval, rinominata São Pedro do Corval, la cittadina portoghese conosciuta come la capitale della terracotta.

Incontro online una deliziosa casetta tipicamente alentejana, Casa do Baldio, con tanto di giardino e una piccola piscina privata. Maria, la proprietaria è incantevole e, sapendo del compleanno di uno dei viaggiatori, ci fa trovare una bella torta fatta in casa insieme ad una bottiglia di spumante locale.

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Arriviamo sul tardi e quindi decidiamo di approfittare del giardino e del barbecue per un aperitivo e cena al suon del cinguettio degli uccelli che ci guardavano curiosi dagli alberi.

L’indomani, ben riposati, ci si sveglia presto per cominciare ufficialmente il nostro viaggio alla scoperta di questa zona dell’Alentejo che confina con la Spagna.

MONSARAZ

Prima tappa, Monsaraz un caratteristico paesino medievale fatto prevalentemente di scisto e calce bianchissima che dona quell’inconfondibile tocco alentejano.

Fu uno dei primi centri popolati dell’Alentejo e nel 2017 fu nominato “Aldeia Monumento” al concorso le 7 Meraviglie del Portogallo. Per non parlare poi della CNN che, nello stesso anno, lo elegge come uno dei paesi in collina più belli d’Europa e nel 2014 il National Geographic lo cita come una delle 21 destinazioni da visitare nel mondo.

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Prima di chiamarsi Monsaraz questo incantevole paesino si chiamava Saris, o Sarish, e nel 1167 fu conquistato ai mussulmani da Geraldo Sem Pavor che partì dalla vicina città di Évora.

Ma la storia non finisce qui. Con la sconfitta di Badajoz, D. Afonso Henriques perde nuovamente Monsaraz che passa in mano ai mori. Visto che la storia è fatta di sali e scendi, nel 1232, D. Sancho II recupera definitivamente Monsaraz grazie all’aiuto dei Templari.

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COSA VISITARE: 

Per prima cosa consiglierei di perdersi tra le sue pittoresche stradine, girovagare senza meta e lasciarsi stupire ad ogni angolo, proprio come abbiamo fatto noi.

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Il percorso è circolare e delimitato dalle mura quindi, in qualsiasi senso lo facciate, prima o poi, arriverete al CASTELLO.

Questa fortezza fu costruita nel XIV secolo da D. Dinis ed oggi è inserito nella lista dei monumenti nazionali. Molto ben conservato e da poco restaurato, salendo sulle sue mura vedrete una bellissima vista grazie alla sua posizione privilegiata.

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Passerei poi alla visita della CHIESA DI NOSSA SEHNORA DA LAGOA, nel Largo D. Nuno Álvares Pereira, eretta nel XVI secolo sulle rovine di una chiesa gotica distrutta dalla peste nera. L’opera è firmata Pêro Gomes che utilizzò lo scisto regionale per la sua costruzione. Al suo interno la tomba del templare Gomes Martins Silvestre costruita in marmo di  Estremoz.

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Nello stesso largo della chiesa troverete il PELOURINHO di Monsaraz, il Museu do Fresco, la chiesa della Misericordia e la Casa Monsaraz, Prima di lasciare il paesino consiglio di ammirare la VISTA SUL LAGO ALQUEVA, il lago artificiale più grande d’Europa e che noi navigammo con la braca senza patente nautica, ricordate? Leggere qui.

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Percorrendo, in auto, la strade che da Monsaraz porta a Reguengos de Monsaraz consiglio di fare una deviazione per Telheiro dove potrete incontrare, in una campo di ulivi, alcune costruzioni megalitiche. Consiglio di stare attenti alle scarse e mal collocate segnaletiche.

Arrivati ai megaliti di Olival da Pega, datati 3500 – 3000 a.C., impossibile restarne indifferenti. Era un complesso funerario di proporzioni incredibili, pensate che tra i ritrovamenti funerari sono stati catalogati 134 placche di scisto e 200 vasi di ceramica. Un cimitero che ha ospitato circa di 140 corpi, una in ogni complesso.

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MOURÃO

Ci spostiamo poi a Mourão, un paesino a pochissimi chilometri dalla Spagna ed eretto sulla riva sinistra del fiume Guadiana. Non è famoso come il vicino Monsaraz e nemmeno così turistico ma, devo esser sincera, a me affascina di più proprio per questo.

Dopo aver incontrato diversi turisti spagnoli rumorosi a Monsaraz, la pace di Mourão fa bene alla mente e allo spirito. Ci accolgono due cicogne canterine. Lasciata l’auto nel centro del paesino e cominciamo a girovagare tra le silenziose stradine.

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Percorriamo le sue stradine delineate dalle casette bianche, dalle tipiche strisce blu e gialle, e raggiungiamo il castello costruito nel 1343 sotto il regno di D. Afonso IV. A causa delle numerose guerre tra portoghesi e spagnoli per la conquista del territorio, il castello dovette esser ricostruito nel 1661.

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La giornata è stata abbastanza intensa e decidiamo di tornare a casa per il pranzo ma prima facciamo una piccola deviazione verso la cantina Ervideira. Il nome vi dice qualcosa? Ve ne avevo già parlato quando vi annunciai del vino portoghese che resta a riposo sott’acqua, nel lago di Alqueva.

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Arrivati alla cantina non potevamo non degustare 2 vini: l’Invisível (invisibile) nato da una raccolta notturna (moon harvest) del miglior Aragonese, ha vinto un premio per il suo colore unico, trasparente, da cui nasce il suo nome. Ovviamente, il secondo non poteva che essere il Conde D’Ervideira Vinho da Água, il vino sott’acqua per intenderci.

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CORVAL

Riposati e rinfrescati dal caldo alentejano, con un bel tuffo in piscina, riprendiamo l’auto e ci rechiamo a Corval, o per meglio dire, São Pedro do Corval dove visitiamo le botteghe di alcuni ceramisti locali.

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São Pedro de Corval è definito il maggior centro di ceramica del Portogallo ed uno dei più grandi della Penisola Iberica. La vendita delle ceramiche è diminuita nel corso degli anni ma, in questo piccolo centro abitato, esistono in funzione ancora 21 botteghe e noi ne abbiamo visitate due.

Ovviamente, non ho resistito ed ho comprando un paio di ricordini che colorano magnificamente la mia cucina e la tavola per le mie cenette in veranda.

COSA VISITARE:

Consiglio una visita alla Casa do Barro, Centro Interpretativo da Olaria de São Pedro do Corval. Il centro interpretativo svolge un ruolo importantissimo per la protezione dell’arte della lavorazione della ceramica portoghese.

Al suo interno, oltre alle sale espositive dove potrete ammirare antiche opere “Corvalense”, troverete due antichi forni a legna per la cottura della terracotta, dei torni ed altri strumenti legati alla produzione della ceramica, troverete anche delle sale informative legate alle varie fasi di produzione. Si organizzano al suo interno workshop, conferenze e molto altre attività legate al mondo della terracotta.

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Il centro sta anche portando avanti la nomina della ceramica di Corval a patrimonio immateriale dell’umanità all’UNESCO.

ALANDROAL – TERENA

Lo so che vi avevo parlato appena di un trittico di viaggio ed ora spunto fuori con una quarta meta (doppia) ma, amante come sono della street art, non potevo non citare Alandroal.

Prima di lasciarvi, con alcune informazioni utili su dove dormire e come raggiungere queste località da Lisbona, devo consigliarvi assolutamente una visita veloce al magnifico murale di Vhils e l’opera “lenta” di Bordalo II, al lato del murale. Due piccioni con una fava….

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DOVE: Monte da Fonte Santa – Alandroal, Estrada Nacional 255.

TERENA

Non era una meta prevista ma, durante la ricerca del murale di Vhils, siamo passati nei pressi di un paesino in collina con uno splendido castello. Non potevamo quindi che fare una piccola deviazione di viaggio ed andare a curiosare. È così che scopriamo Terena.

Uno dei segreti meglio custoditi dell’Alentejo, Terena conosciuta anche come São Pedro, o São Pedro de Terena, è un piccolo paesino collinare non lontano dalla diga di Lucifécit e dalla frontiera con la Spagna.

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COSA VISITARE:

Il castello, il santuario di Nossa Senhora da Boa Nova, la chiesa di São Pedro del XIV secolo, la chiesa della Misericórdia del XVI secolo, la cappella di Santo Antonio del 1657, gli eremi di São Sebastião, di Nossa Senhora da Conceição da Fonte Santa e le rovine dell’eremo di Santa Clara.

Per non parlare poi del Pelourinho del XVI secolo, la Torre do Relógio, le rovine romane dell’Endovélico e il rispettivo santuario. Per concludere consiglierei la visita dei resti del Castro del Castello Vecchio.

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Non abbiamo potuto dedicare a Terena il tempo che meritava ma questa breve e corta visita ci ha fatto venir voglia di ritornare in un prossimo futuro.

La pace regnava sovrana, appena qualche cane forse infastidito dalla nostra invasione abbaiava. Tutto era perfetto: i colori, i vasi fioriti, la luce e le piccole piastrelle decorate con versi di poesie alentejane.

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Il nostro fine settimana si è concluso così. Ogni volta che parto per tornare a Lisbona mi si stringe il cuore non vorrei mai andarmene. L’unica cosa che mi rincuora è il fatto che sto già organizzando un nuovo itinerario. Voleste sapere dove? Non vi resta che continuare a seguirmi. Alla prossima.

DOVE DORMIRE

Casa do Baldio, Santo António do Baldio (Corval). Potete prenotare qui, se non siete ancora registrati ad Airbnb potete farlo gratuitamente e ricevere 30€ da utilizzare per la vostra prenotazione. Basta cliccare sull’immagine sottostante.

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COME ARRIVARE DA LISBONA

Qui di seguito condiviso con voi la mappa dell’itinerario costruito per questo fine settimana.

LISBONA – MONSARAZ: Prendere la A12 e poi la A6 in direzione IP2/IP7 Igrejinha. Prendere l’uscita 6 della A6. Prendere poi la N18, EN254-1, N254, R. dalla Estrada dos Foros e CM1114 in direzione M514. Uscita Monsaraz.

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IL NOSTRO ITINERARIO

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Nella mappa São Pedro indica la località di Terena.

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2 Comments

    1. lillyslifestyle

      Ogni volta che torno in Alentejo lascio un pezzettino di anima, il cuore oramai da anni è rimasto lì. Non essendo ancora stato preso di mira dal turismo di massa (comincia un po’ purtroppo) si riesce ancora a trovare quell’autenticità che ricordo della mia Lisbona di 15 anni fa <3.

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