cosa mangiare a pasqua in portogallo

Pasqua in Portogallo, le tradizioni

Dopo avervi parlato delle tradizioni natalizie in Portogallo non potevo cavarmela senza un articolo dedicato alla Pasqua, le sue tradizioni in Portogallo e, naturalmente, cosa mettere a tavola. Volete sapere cosa si mangia durante il periodo pasquale qui? Non vi resta che continuare a leggere.

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Prima di cominciare ad elencarvi le tradizioni ed i piatti pasquali voglio informarvi che qui in Portogallo non esiste la Pasquetta, il lunedì successivo la Pasqua si lavora ma il venerdì precedente, venerdì santo, è festa.

Le Tradizioni

Nelle città le tradizioni pasquali si stanno man mano perdendo, così come in Italia ma, per i più curiosi, ecco cosa succede in Portogallo durante la Pasqua.

Ricordate il vecchio detto sulle “pulizie di Pasqua”? Bene, qui in Portogallo le case si puliscono ancora per ricevere la visita del “Compasso” che simbolizza l’entrata di Cristo in casa. Come si svolge?

Un prete arriva e benedice l’abitazione e tutti i suoi occupanti. Dopo la benedizione ci si inginocchia e si bacia la croce. Conclusa la fase religiosa, ci si riunisce a tavola e si mangiano mandorle e svariati i dolci pasquali il tutto accompagnato da liquori e vino di Porto.

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Foto: Noémia Melo Costa Dias

A Trás-os-Montes, vicino il confine con la Spagna, a Montalegre, si celebra la Queima do Judas, durante la quale un pupazzo che rappresenta Giuda è accoltellato, bruciato ed interrato durante uno spettacolo che ci ricorda un autodafé popolare.

A Braga un’atipica processione si svolge: la statua della Madonna è collocata su un asinello in processione (Procissão da Burrinha). Altra curiosità è sicuramente la sepoltura del Signore, i cui protagonisti sono i Farricocos: uomini scalzi, testa coperta, tuniche viola (o nere, più comuni oggi) con cintura che sfilano con tanto di torce in mano evocando pratiche di riconciliazione dei penitenti (pratica comune fino al secolo XVI).

A São Brás de Alportel in Algarve si svolge invece una processione di fiori (Procissão das Tochas Floridas). I rami di fiori sono generalmente portati dagli uomini che cantano: “Ressuscitou como disse, Aleluia, Aleluia, Aleluia”.

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Foto: Agência ECCLESIA

Le tradizioni più comuni sono le processioni della Settimana Santa, comuni un po’ in tutto il Paese, sia diurne che notturne a lume di candela. In Alentejo, più precisamente a Castelo de Vide, durante la processione c’è la benedizione degli agnelli e le persone suonano i campanacci del bestiame.

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Foto: Gazeta Rural

Lasciamo il mondo rurale per tornare in città, le tradizioni più comuni sono quelle di far regali ai bambini: uova, mandorle, conigli di cioccolata. C’è chi fa ancora la caccia al tesoro, in casa o in giardino, con le piccole uova di cioccolata. I padrini e le madrine offrono ai bambini un “folar”. Tra poco vi spiegherò cos’è.

La domenica delle palme c’è il consueto scambio del ramo di ulivo benedetto, comune anche in Italia, che si offre solo al padrino mentre alla madrina si offre un ramo di violette.

Cosa si mangia a Pasqua?

Appagata la vostra curiosità sulle tradizioni, passiamo al “piatto forte” di questo mio articolo: cosa si mangia a Pasqua in Portogallo. Il vero re delle tavole portoghesi è l’agnello (non me ne vogliano i vegetariani / vegani miei lettori) dopo aver digiunato (di carne) durante la Quaresima. Il re a tavola è sempre accompagnato dal folar e le mandorle. Ma andiamo per ordine.

Sapevate che a Soutocico, Sesimbra e Figueira da Foz esiste un vero e proprio rituale di passaggio che si chiama l’ “Enterro do Bacalhau”? È un vero e proprio funerale con tanto di sepoltura del defunto.

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Foto: figueiranahora

Dal nord al sud i piatti si differenziano molto, così come le modalità di preparazione. Nella regione di Porto è comune trovare a tavola il lombo de boi (lombata di manzo), conosciuto anche come “boi da Páscoa”.

Nel Minho a tavola troviamo: le palline ripiene di capretto, il folar dolce che qui si chiama “pão-doce”, il bolo de Margaride (Felgueiras) e i borrachos (piccoli dolcetti fritti fatti di uova, zucchero, pane grattuggiato e cannella) tipici di Valença do Minho.

Scendendo un po’ verso la zona della Beira Litoral troviamo la chanfana, di cui vi ho già parlato qui, e il leitão assado (porchetta). Nelle regioni della Beira il folar è dolce preparato con cannella e finocchietto, decorato con uova colorate.

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A Covilhã si mangiano le empanadilhas da Páscoa (dolci a forma di mezzaluna ripieni di noci e mandorle) e as broinhas e i dolcetti di olio di oliva. A Coimbra, Figueira da Foz e in alcune zone dell’Alentejo la fine del digiuno è celebrato con l’Enterro do Bacalhau.

Passando al sud ed arrivando in Alentejo troviamo l’agnello come piatto principale. Tutte le sue parti sono utilizzate, anche il sangue e le viscere per preparare il sarapatel un piatto portoghese che arriva fino la regione Konkan in India.

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Foto: TudoReceitas

Per i golosi di dolci avviso che le tavole alentejane saranno ricche di: queijadas, bolos fintos e folar. Ad Elvas, il tipico dolce pasquale è confezionato a forma di animale: lucertola, agnello, colomba, ecc. Sempre decorati con mandorle bianche e uova sode. A Castelo de Vide, invece, la forma è di un doppio cuore.

In Algarve è famoso il folar di Olhão, conosciuto anche come folar de folhas. Un dolce ricco di zucchero mascavato, limone e burro come suoi ingredienti princiali.

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Foto: noponto.pt

La leggenda del Folar

Visto che l’ho nominato diverse volte in questo articolo non potevo non raccontarvi la leggenda su questo pane dolce o salato del periodo pasquale in Portogallo.

Secondo la leggenda, in un villaggio portoghese viveva una giovane chiamata Mariana che aveva come unico desiderio quello di sposarsi giovane. Devota di Santa Caterina, pregò tanto la Santa che le arrivarono subito due pretendenti: un nobile e un povero contadino.

Non sapendo scegliere tra i due, entrambi giovanie belli, Mariana chiede nuovamente aiuto alla Santa con questa preghiera:

Minha roquinha esfiada
Meu fusinho por encher,
Minha sogra enterrada,
Meu marido por nascer.
Minha Santa Catarina,
Com devoção e carinho
Tomai-vos minha madrinha,
Arranjai-me um maridinho.

Mentre Mariana era in preghiera batte la porta il giovane contadino che le chiede una risposta entro la domenica delle palme. Quella stessa mattina anche il nobile le chiede una risposta. Più tardi una vicina di casa racconta a Mariana che i suoi pretendenti si erano incrociati per strada e che si stavano sfidando a morte.

Mariana, spaventata che uno dei due potesse morire a causa sua, chiede aiuto alla Santa. Il sabato, tormentata per il giorno seguente, prega ancora Santa Caterina e, secondo la leggenda, la Santa le sorride. La domenica, il giorno fatidico, Mariana porta fiori all’altare della Santa e, tornata a casa, scopre sul tavolo un dolce di uova, contornato di fiori, gli stessi che Mariana aveva collocato sull’altare.

Mariana corre dal contadino, pensando fosse stato un suo dono, e scopre che anche lui aveva ricevuto lo stesso dolce. Pensando fosse stata idea del nobile va a ringraziarlo ma anche lui aveva ricevuto il dolce. Pare che Santa Caterina abbiamo messo pace tra i tre ragazzi grazie ad un dolce pane. 

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Foto: evasoes

5 località portoghesi da conoscere attraverso i piatti pasquali

Valença: imperdibili i Borrachos, dolci fritti preparati con uova, zucchero, cannella e pane grattuggiato. Dove mangiarli? Alla Pastelaria Lua do Mel, in centro città.

Braga: imperdibili i dolci conventuali di Braga. Non fatevi scappare i fidalguinhos nati nel Convento da Nossa Senhora dos Remédios. Dove mangiarli? Alla pasticceria Frigideira do Cantinho, in centro città.

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Foto: Visit Braga

Bragança: nella regione di Trás-os-Montes esiste un folar ma non è dolce, è ripieno di carne. Dove mangiarlo? Alla Padaria Transmontana che produce l’unico folar di origine certificata.

Felgueiras: conosciuto per il suo pão-de-ló de Margaride accompagnato dal famoso vinho verde della regione. Dove mangiarlo? Alla Fábrica de Pão de Ló de Margaride, nel centro di Felgueiras, dove funzionano ancora i forni tradizionali.

Vila do Conde: Qui il folar si chiama “Pão Doce”, “Rosca” oppure “Broinhas”. A Vila de Conde il folar nasce nei monasteri della regione ed ancora oggi è prodotto a Labruge, Mindelo, Modivas, Vila Chã e Vilar. Dove mangiarlo? Da O Pasteleiro.

Siamo giunti ai saluti e agli auguri di Pasqua, per chi la festeggia. Alla prossima per altre e nuove curiosità sul Portogallo.

La mia Pasqua invece sarà vegetariana per scelta!

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5 Comments

  1. Silvia - The Food Traveler

    Anche se la tua Pasqua sarà vegetariana direi che comunque c’è una scelta abbastanza ampia in Portogallo! Quante cose buone! Tutti questi pani e questi dolcetti qui dalle mie parti non sono per niente diffusi (ma in altre parti d’Italia sì). Il piccolo paese dove abito io è però famoso per la sua Passione, di cui a volte si parla ai telegiornali…
    Ma la cosa di festeggiare il lunedì di Pasqua mi viene il sospetto che sia quasi esclusivamente italiana, chissà?

    1. lillyslifestyle

      Non saprei dirti sulla pasquetta, in realtà con le nostre abbuffate sarebbe impensabile andare a lavoro il lunedì. 😉 Ho sempre pensato fosse più ovvio far festa il venerdì. Buone feste comunque!!!

  2. L'OrsaNelCarro Travel Blog

    Un portafoglio ricco di tradizioni non c’è che dire! Dai che quasi quasi non senti la mancanza delle tradizioni napoletane vista la varietà di pietanze come notava anche Silvia! Alla fine i riti pasquali cattolici non si differenziano di molto in tutto il mondo. Mi piace tantissimo la foto finale della tua Pasqua!!! Nemmeno io lo mangio l’agnellino il giorno di Pasqua (durante l’anno si ma molto raramente) trovo che sia orribile il modo in cui lo uccidono 🙁 Un bacione e se non ci sentiamo prima ti auguro Buona Pasqua Lilly! :**

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