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Portogallo: una giornata ad Alcochete città di saline, fenicotteri e vacanze reali

Rieccoci ad un altro appuntamento con le mie Pillole di Portogallo. Oggi voglio portarvi in una cittadina non invasa dai turisti e semisconosciuta anche a molti portoghesi. Una cittadina sulla sponda del fiume Tago opposta a Lisbona. Dove vi porto? Oggi andiamo alla scoperta di Alcochete.

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Come avete capito, riprendiamo l’auto per una gita fuori porta a pochi chilometri da Lisbona. Superato il ponte Vasco da Gama non credereste mai che quei campi di cipolle, alla vostra destra, sono stati siti archeologici dove ancora oggi le radici fanno emergere frammenti di utensili (prevalentemente punte di frecce per cacciare) utilizzati dall’uomo di Neandertal in quella stessa zona.

Una terra di relax per re e nobili, un rifugio contro la peste che invase Lisbona, un luogo importantissimo per le navigazioni, nido felice dei fenicoteri rosa e una cittadina di commercio tra baccalà, sale ed altre conserve. Di questo ed altro ancora voglio parlavi oggi.

Un po’ di storia

Come la maggior parte dei nomi che in Portogallo cominciano con “Al” anche Alcochete è un nome di origine araba. Al caxete pare significhi forno inoltre l’Igreja Matriz, secondo tradizione, fu costruita su un antico tempio arabo.

Ache se il nome ci riporta agli arabi, la prima occupazione è ben più antica e risale al Paleolitico Inferiore. L’area ha numerosi siti archeologici anche se oggi trasformati in campi agricoli. La zona della Conceição, ad esempio, è un’occupazione che risale a 28.000 anni fa (Paleolitico Medio) ed una delle aree preistoriche più importanti della penisola, oggi campo di cipolle e area di servizio per far benzina.

Arrivarono poi i romani che occuparono questa zona. Molti i ritrovamenti di artefatti in terracotta: vasi, anfore ed altri contenitori adatti per il trasporto degli alimenti. E solo a questo punto della storia che fannocapolino gli arabi.

In seguito, con la riconquista cristiana, Alcochete è stata integrata nelle zone dell’Ordine di Santiago e trasformata nella città principale di produzione salina. Sale che poi era trasportato verso il Sud America via marittima.

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In tempi più recenti, ma non troppo, Alcochete si trasforma in un rifugio della nobiltà portoghese per scappare dalla peste nera che dimezzava la popolazione nella vicina capitale. Lo stesso re D. João I (XIV secolo) e D. Fernando, duca di Beja (XV secolo) si sono trasferiti ad Alcochete e fu qui che nacque nel 1469 il futuro re D. Manuel I.

Una cittadina che soffre molto durante la dittatura e diviene luogo di rivolte, scioperi dei lavoratori, torture e prigioni. Negli anni 60 aprono le prime industrie di alluminio, pneumatici e imballaggi in metallo. L’incremento dei trasporti ferroviari, autostradali e la costruzione del ponte fecero ridurre drasticamente il trasporto marittimo.

Anche la produzione del sale diminuisce essendo sostituito con il sale italiano, molto più economico. Per non parlare dell’aumento dell’inquinamento fluviale che crea un danno ambientale considerevole. Queste ed altre ancora le motivazioni della decadenza di Alcochete.

COSA VISITARE

Una possibile visita a piedi

Imperdibile una passeggiata sul lungo fiume di Alcochete dal Miradouro Amália Rodrigues, passando per le chiese di Nossa Senhora da Vida e della Misericórdia, fino al Ponte-Cais dove troverete il piccolo bianco faro.

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Sicuramente il lungo fiume è la zona più visitata sia per i residenti che per i visitatori, come noi. Il giardino Rossio al suo lato è luogo di festival, concerti, attività per le famiglie ed altro ancora.

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Per arrivare verso la Igreja Matriz, la chiesa principale della cittadina, si passa per una serie di viuzze dalle bianche case con la tipica striscia colorata alentejana, siamo in pieno Bairro das Barrocas.

Antico quartiere abitato per anni dai lavoratori delle saline, i trasportatori fluviali ed i pescatori. Oggi ricco di ristorantini e locali.

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Foto: Câmara Municipal de Alcochete

Passando i vari commensali che allegramente brindano con caraffe di vino locale, si arriva alla chiesa di San Giovanni Battista. Construita nel XV secolo ed associata a D. Fernando, padre del futuro re D. Manuel I. All’interno magnifico l’altare maggiore e gli azulejos della cappella così come i dipinti rinascimentali.

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Le stradine nei dintorni della chiesa sono ricchi di sorprese architettoniche con le sue bianche casette ed i palazzi ornati da bellissimi azulejos. Lo stato di semi abbandono è evidente ma dona un aspetto vissuto e vero alla cittadina.

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Ritornando verso il fiume, impossibile non notare la chiesa della Misericordia, oggi museo. Al suo interno uno dei più grandi tesori della penisola di Setúbal: la pala d’altare di Diogo Teixeira. Pare che questa chiesa sia stata in origine l’antico Palácio dos Infantes de Beja, dove nacque D. Manuel I, futuro re del Portogallo.

Basta percorrere pochi metri, appena qualche palazzo, per trovarci dinanzi un’altra chiesa: l’Igreja de Nossa Senhora da Vida. Construita nel 1557, inizialmente come cappella dello Spirito Santo e più tardi come chiesa della Madonna della Vita. Non perdete i magnifici azulejos del settecento che ritrattano la vita della Vergine.

Foto: elsewherewonders

L’attrazione principale di questa bianca cittadina è sicuramente “O Rei dos Nordestes”, Bote Leão, la tipica imbarcazione tradizionale che scorreva sul fiume. Non perdete l’occasione di prenotare un giro se ne avrete il tempo e la possibilità così potrete scoprire un rilassante ed interessante passeggiata per l’Estuário Natural do Tejo. Per maggiori informazioni cliccare qui.

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Conclusa la visita del centro storico di Alcochete direi di dirigerci verso le sue famose saline, le saline di Samouco. Un vero e proprio parco naturale di 360 ettari.

Lasciamo l’auto nei presso della Praia dos Moinhos, la spiaggia dei mulini, perché la strada è strettissima e a doppio senso. Si può comunque arrivare fino alla biglietteria delle saline con l’auto. La spiaggia d’estate è molto frequentata dai locali.

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Arrivati alle saline, potrete optare per una visita in autonomia o guidata. Io consiglio la seconda così potrete ascoltare le informazioni anche sulle varie specie animali che vivino nell’area di visita, pare più di 170 specie di uccelli diverse.


La visita è a pagamento (4€ in autonomia con mappa del percorso da seguire, ne esistono vari. 5€ visita guidata, che consiglio). Maggiori informazioni qui.

Una delle attrazioni più ricercate sono i fenicotteri e l’allevamento di asini mirandeses. Oramai, quest’ultimi unici certificati 100% portoghese. Lo scorso mese di maggio 2019 è nata un’asinella.

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Foto: Fundação Salinas do Samouco

Al lato delle saline si trova l’antico complesso di essicazione del baccalà. È incredibile vedere ancora le strutture dove il baccalà era essiccato peccato che a breve sarà tutto distrutto e trasformato in un condominio di lusso (che tristezza, sarebbe un meraviglioso museo dedicato al re delle tavole portoghesi).

Pare che l’essiccazione del baccalà ad Alcochete risalga al 1941, anche se solo nel 1951 fu inaugurata la prima fabbrica. La prima fu “Bacalhau de Portugal” (inaugurata il 25 gennaio del 1951), la seconda a Pescal ed infine la Sociedade Nacional dos Armadores do Bacalhau (SNAB).

Alcochete divenne il maggior centro di secca e preparazione del baccalà dell’intero Paese.

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Restando in zona Samouco, direi di visitare la chiesa di São Brás. Di tipica architettura barocca non si conosce purtroppo la data di costruzione ma solo alcuni degli interventi effettuati per volontà dell’Ordine di Santiago. L’aspetto attuale è il risultato di diverse opere di restauro.

Foto: quintasaobraz

Vi ho fatto sgambettare molto oggi ma non posso non concludere questo mio articolo dedicato ad Alcochete senza ricordarvi che proprio qui c’è il famoso FREEPORT, l’outlet ricercatissimo dai locali. Non lo conoscete? Ve ne avevo già parlato qui.

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Curiosità

Lo stile Manuelino

Lo stile Manuelino fuori i confini portoghesi non esiste. È uno stile architettonico che si integra nella fase del tardo gotico. Il termine fu inventato da Francisco Varnhagen per designare le opere realizzate al tempo di D. Manuel I. Un’epoca di grandi scoperte marittime ed uno straordinario esotismo.

Fu però con l’opuscolo di Joaquim de Vasconcelos (1885) “Da Architectura Manuelina” che cominciano le polemiche sullo stile e, a detta dell’autore, la non originalità dello stile essendo simile al fiammingo, il tardo gotico francotedesco, etc.

Per un occhio più attendo però lo stilemanuelino porta una serie di variazioni di forti influenze europee, sopratutto inglesi e del nord Europa. Inoltre, porta con se l’introduzione dell’araldica manuelina, onnipresente nelle decorazioni, così come la sfera armillare (il suo emblema personale) e la croce di Cristo (del quale era governatore).

DOVE MANGIARE

Se resterete a pranzo ad Alcochete vi consiglio di pranzare nel largo del pelourinho al ristorante Solar do Peixe. Abbiamo mangiato molto bene e speso poco.

ristorante DOVE MANGIARE alcochete

Prima di salurati d’obbligo alcune informazioni pratiche su come arrivare e visitare Alcochete.

Come arrivare

La maniera più facile è in auto prendendo il Ponte Vasco da Gama – A12 Sul – uscita Alcochete/Porto Alto IC3 – uscita N118 Alcochete/Pegões. Se non avete l’auto potete utilizzare l’autobus 437 Lisboa – Montijo della TST. Per altre informazione sui trasporti, cliccare qui.

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10 Comments

  1. L'OrsaNelCarro Travel Blog

    La trovo bella bella questa località! Ha delle architetture particolari che richiamano sia al Nord Europa (tipo Norvegia) che a quei villaggi dei pirati! E con il particolare finale del dove mangiare invece mi hai portata in Grecia! Si, questo posto è decisamente speciale! 😉

      1. Pietrolley

        A marzo ho rimandato, ma d’altronde 3 giorni in Algarve era improbabile! Vorrei fare due viaggi diversi, uno in Algarve e uno in Alentejo! Peró credo che sia giusto dedicare una settimana per ognuno, giusto?

      2. lillyslifestyle

        Pochini per un’intera regione. Una settimana per ogn’una ti darà la giusta prospettiva iniziale. Come per ogni viaggio, più tempo hai a disposizione meglio è. 😉

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