ristorante Fado lisbona

A Lisbona indimenticabile cena con Fado

Di Fado a Lisbona vi ho già scritto diverse volte, dopo avervi raccontato la mia esperienza ad una cena di Fado a porte chiuse e dopo avervi stilato una personale lista di ristoranti dove ascoltare il Fado, sfuggendo dalle trappole per turisti, oggi voglio raccontarvi di una nuova esperienza che, da subito, ho deciso di inserire tra i nuovi servizi che offro in città.

ristorante Fado lisbona

Vivo a Lisbona da quasi 20 anni e come potete immaginare di cene, ristoranti e concerti di Fado ne ho fatta di esperienza ma credo che cercare sempre il luogo e l’esperienza “migliore” faccia parte obbligatoriamente del mio DNA.

Cerco sin dal primo giorno di questo blog di condividere con voi, per quanto possibile, l’autenticità di questa città e quando scopro nuove “esperienze” che fanno vibrare la mia anima penso subito “perché non proporla anche ai miei lettori?” Alcuni di voi lo sanno, “condividere” è il mio secondo nome.

Immaginate una sera di novembre, le strade sono umide di pioggia. Il suono della più antica funicolare della città è stridulo e si amplifica sempre più all’approssimarsi al capolinea.

Apro la porta in vetro del ristorante, un luogo di storia e storie sin dal 1927 quando era una latteria dove i clienti entravano e sceglievano una delle tre mucche in sede per rifornirsi di latte. Una preziosità in un centro città dove tutto è stato modificato per far piacere alle masse turistiche.

negozi storici lisbona

Il nostro tavolo era prenotato proprio al lato dell’angolo dove avrebbero, da lì a poco, suonato i fadisti.

Ci accomodiamo e siamo subito coccolati con l’antipasto di base: le deliziose olive nere marinate e il burro fatto in casa dallo chef. Accompagniamo il tutto da un vino alentejano mentre il vero antipasto sta per arrivare, un piatto di mare e monti: bruschetta di gamberi con formaggio di capra e miele. Mi son fatta consigliare da Jorge, il proprietario del locale, avevo voglia di provare sapori nuovi.

dove mangiare a lisbona
ristorante lisbona in centro

Bisogna sempre fidarsi dei consigli, non è stato solo buono ma una vera e propria esperienza gustativa dove i vari sapori esplodevano in bocca in sequenze e tempi diversi. Incredibile, e pensare che ero scettica sui gamberi con un formaggio così intenso come quello di capra.

ristorante lisbona

Mentre ordiniamo il piatto principale le luci si abbassano e il ritualistico silenzio cala nella sala, è il momento della vera magia. Le corde della chitarra portoghese cominciano a vibrare e la voce del Fadista dopo pochi secondi riempie la sala e le anime di noi commensali.

Bisogna sempre ricordare che, se si vuole realmente vivere e non solo ascoltare il Fado, bisogna rispettare la ritualistica dell’esperienza: silenzio e la quasi immobilità. Tutto il nostro essere deve concentrarsi sulla musica e le emozioni che suscitano in noi.

Dopo circa 3 o 4 canzoni le luci tornano ad illuminare la sala e i rumori delle posate e dei bicchieri che brindano tornano a farsi sentire.

Arrivano i nostri piatti: Bacalhau á Leitaria (un baccalà su letto di verdure, specialità dello chef Luís Noronha, originario del mio paradiso São Tomé) per me e uno spiedone di carne per Kévin.

ricetta baccalà portogallo

Vi assicuro che anche altri piatti sono deliziosi, uno dei più famosi del ristorante è lui il Bacalhau à Braz (il mio preferito), e preparati come se fossero opere d’arte, non per nulla sono cliente da anni del ristorante. Consiglio anche il risotto di polipo e la picanha.

Intanto l’atmosfera si trasforma in familiare al punto che al nostro tavolo si aggiungono il Jorge e, su mio invito, anche la mamma, donna deliziosa che mi racconta di molte tradizini del nord del Portogallo, sua terra di origine. Inevitabile scambiarsi ricordi della Lisbona di una decina di anni fa, quando ancora c’erano residenti nei quartieri storici. Momento “Amarcord” per lei e nostalgico per me.

Torna il momento fadista e questa volta dalle note più allegre, ebbene sì, il Fado non è solo nostalgico e strappa lacrime. Purtroppo quello che conosciamo noi fuori dalle frontiere portoghesi, quello nostalgico per intenderci, era l’unico Fado autorizzato dalla censura durante il periodo della dittatura fascista. Lo racconto spesso durante i miei tour a Lisbona.

Il fadista in sala, João loy, è abbastanza conosciuto in città e devo dire che le sue interpretazioni di alcune musiche classiche sono veramente spassose. Questa sera con lui suonano, come di consueto alla chitarra portoghese il compositore Hugo Vasco Reis e, come novità della serata, alla craviola Bruno Fernandes.

cena con fado lisbona

Siamo giunti ai saluti. Se anche voi volete trascorrere una serata così non vi resta che scrivermi ed io vi prenoterò un tavolo. Per avere un’idea il prezzo medio per persona è di circa 20€, dipenderà ovviamente da quello che ordinerete. Per info/prenotazioni info.lillyslifestyle@gmail.com.

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6 Comments

  1. Giuseppe

    Il prezzo non è esatto. Una volta arrivati sul posto abbiamo scoperto che per una bottiglia di vino (il più economico) e soli due pasti abbiamo speso 30 euro a testa. Se avessimo scelto anche acqua, un antipasto o un dessert come in una cena normalissima avremmo speso anche di più. Peccato che la bellezza della musica sia rovinata da questa comunicazione appositamente vaga è inesatta. Tipico trattamento da turisti.

    1. lillyslifestyle

      Carissimo Giuseppe,

      come già ho scritto nell’email in risposta alla tua email “offensiva” scrivendo che ho agito in “malafede” (prova sta che ho pubblicato questo tuo commento) ti ripeto pubblicamente che io ho avvisato prima che il prezzo (non essendo fisso perché non ristorante turistico) “dipende da ciò che bevete e mangiate”. Se chiedete poi una bottiglia di vino di 30€ è normale che non potete pagare 60€ in due. Io solitamente spendo 20€ chiedendo un piatto (circa 10€), un bicchiere di vino (non devo necessariamente scolarmi una bottiglia intera) e un caffè. Per la risposta “trappola” non sapevo conoscessi Lisbona meglio di me che ci vivo da quasi 20 anni e di trappole ne conosco a morire.

      Per qualcuno che mi scrive via email “Non ci sono altre spiegazioni se non la malafede nel dire “dipende da quello che ordinerai” lasciato sul vago in quel modo. Vedere questi comportamenti ci fa vergognare di essere italiani.” credo di aver già speso troppe parole.

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